lunedì 22 agosto 2011

SALVATE LEPTIS MAGNA! LEPTIS MAGNA SAVED!



E' il drammatico appello lanciato dall'UNESCO alle Nazioni Unite.
Il sito archeologico più bello del Maditerraneo rischia di fare la stessa fine delle due statue colossali di Buddha, alte una 38 metri e l'altra 53 distrutte nel 2001 dalla stupidità dei talebani. Le due statue risalenti rispettivamente a 1 500 e 18 00anni fa, oggi sono ridotte in frantumi; del museo di Bagdad dove erano custoditi i tesori più belli delle civiltà dei Sumeri e dei Babilonesi; del museo archeologico de El Cairo.
Queste stupide distruzioni furono veri e propri stupri nei confronti dell'Umanità intera. Adesso è Leptis Magna a rischiare di essere distrutta da altrettanta stipidità che nulla ha a che vedere con la rivolta denominata impropriamente dalla stampa occidentale "La primavera musulmana". Crimini contro il patrimonio mondiale e dunque, contro l'Umanità, ecco come possono essere definiti tali atteggiamenti, messi in atto da individui stupidi che non meritano neanche di essere definiti "uomini". La ragione e il sentimento possono essere considerate le due virtù che distunguono l'uomo dalla bestia. Come possono queste due "virtù" albergare nel cuore di coloro che non nutrono rispetto per le cose belle?
Non è un'esaggerazione dire che Leptis Magna è il sito archeologico più bello del Mediterraneo; è il trionfo della migliore espressione artistica romana, l'orgoglio di tutta l'arte occidentale. E' la città dove nacque l' imperatore romano Settimio Severo, nel 146 d.C., colui che restituì la lagalità e la pace a Roma, quindi, al mondo dopo l'infelice parentesi di Commodo, figlio del grande imperatore e filosofo Marco Aurelio.
Se l'ONU non interverrà in tempo questa meraviglia dell'Umanità sarà distrutta, depredata, perduta per sempre.


Leptis Magna SAVED!
Is the dramatic appeal launched by UNESCO to the United Nations.
The archaeological site of the most beautiful Maditerraneo risks the same fate of the two colossal statues of Buddha, 38 meters high and the other a 53 destroyed in 2001 by the stupidity of the Taliban. The two statues date back to 1 500 and 18 00anni ago, now are reduced to pieces, the museum of Baghdad where they had kept the treasures of the most beautiful civilization of the Sumerians and Babylonians, the archaeological museum of Cairo.
These stupid destruction were real rapes against humanity. Leptis Magna is now in danger of being destroyed by as much jamb that has nothing to do with the revolt in the Western press called improperly "The spring Muslim." Crimes against property and therefore the world, against humanity, is how these attitudes can be defined, implemented by stupid people who do not even deserve to be called "men". Reason and emotion can be considered the two virtues that distunguono man from beast. How can these two "virtues" lodge in the heart of those who have no respect for beautiful things?
It is not an exaggeration to say that the archaeological site of Leptis Magna is the most beautiful in the Mediterranean, is the best expression of the triumph of Roman art, the pride of Western art. And 'the birthplace' s Roman emperor Septimius Severus in 146 AD, who restored the rule of law and peace in Rome, then in the world after the unfortunate interlude of Commodus, son of the great emperor and philosopher Marcus Aurelius.
If not the UN will not intervene in time, this wonder of humanity will be destroyed, looted, lost forever.
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ARCHEOLOGIA
La città romana di Leptis Magna sorse su un insediamento fenicio fondato intorno all'VIII sec. a.C., in un punto propizio ai commerci, poiché di qui passavano alcune vie carovaniere che mettevano in comunicazione la costa con l’interno. L’insediamento originario, che era poi entrato nell’orbita cartaginese, si era concentrato vicino al mare, a occidente di un torrente presso la cui foce si sarebbe sviluppato il porto.
I primi collossali monumenti romani risalgono alla fine del I secolo a. C., dopo che il territorio della Tripolitania era stato inglobato nella provincia dell’Africa proconsularis. In quest’epoca, infatti, alcuni facoltosi cittadini finanziarono la costruzione di importanti edifici, che denunciavano chiaramente la volontà di adeguamento ai modelli dell’Urbe, sebbene la cultura locale fosse romanizzata soltanto in superficie e la lingua d’uso fosse ancora il punico, come attestano iscrizioni ufficiali.
All’eta augustea si datano importanti interventi nell’aerea del vecchio foro, che assunse una fisionomia monumentale del tutto nuova.


Foro di età severiana, II-III sec. d.C.
Foro di Settimio Severo, II-III sec. d.C.

Foro di età severiana, II-III sec. d.C.

Foro di età severiana, scultura, II-III sec. d.C.
Foro di età severiana, fregio, Gorgoneion, II-III sec. d.C.

Arco di Settimio Severo, II sec. a.C.
Sul lato settentrionale della piazza, luogo già riservato al culto delle due divinità protettrici della città, fu dedicato un tempio corinzio a Roma e Augusto, accanto ad esso, su un altro edificio sacro preesistente, fu ricostruito un altro tempio romano dedicato al "Liber Pater", cioè Bacco.
Sull'angolo nord-orientale della piazza fu costruito il tempio in onore di Ercole a pianta trapezzoidale.
Una basilica, dall’asse maggiore perpendicolare a quello dell’intero complesso forense, occupò poi interamente il lato opposto, secondo uno schema ben noto da numerosi esempi italici. A completare la sequenza degli edifici civili, a oriente della basilica si aggiunse infine la curia, sede dei magistrati cittadini, in forma di tempio esastilo su podio racchiuso da una cinta porticata.


Basilica. I sec. d.C.
Basilica, I sec. d.C.
Basilica, particolare, I sec. d.C.
Basilica, particolare colonnato, I sec. d.C.
Basilica, particolare colonna, I sec. d.C.
Nella tipologia planimetrica, come nelle soluzioni architettoniche impiegate, tutte queste nuove realizzazioni mostrano una stretta dipendenza da modelli della città di Roma, o comunque italici. Questo vale non soltanto per gli edifici a destinazione specificamente religiosa e civile, ma anche per impianti di natura diversa come il teatro, la cui cavea è coronata da un tempietto, dedicato a Ceres Augusta, che ricorda molto da vicino la soluzione adottata nel teatro di Pompeo, costruito a Roma nel 55 a.C.

Tempietto di Caeres Augusta, I sec. d.C.
Particolare del colonnato del tempio di Caeres Augusta, I sec. d.C.

Anfiteatro, I sec. a.C.
 Nella tipologia planimetrica, come nelle soluzioni architettoniche impiegate, tutte queste nuove realizzazioni mostrano una stretta dipendenza da modelli della città di Roma, o comunque italici. Questo vale non soltanto per gli edifici a destinazione specificamente religiosa e civile, ma anche per impianti di natura diversa come il teatro, la cui cavea è coronata da un tempietto, dedicato a Ceres Augusta, che ricorda molto da vicino la soluzione adottata nel teatro di Pompeo, costruito a Roma nel 55 a.C.

Terme di Adriano, II sec. d.C.

Terme di Adriano, II sec. d.C.

Terme di Adriano, particolare del colonnato, I sec. d.C.
 Anche l’interno dell’edificio basilicale dispiegava un’elegante decorazione, soprattutto in corrispondenza delle absidi semicircolari che chiudevano i lati brevi della navata centrale. Esse erano inquadrate da pilastri lavorati a rilievo, con motivi vegetali e scene delle imprese di Ercole nel lato orientale e soggetti dionisiaci in quello occidentale. In questo modo le due divinità principali del centro cittadino ricevevano anche un omaggio, che tuttavia si connotava ulteriormente come un onore tributato alla dinastia regnante, poiché a Ercole e a Bacco la propaganda imperiale assimilava Caracalla e Geta.
Queste associazione dei figli di Settimo Severo alle due figure divine è documentata anche altrove, senza che sia fatta eccezione per la stessa Roma.
Anche il progetto del nuovo impianto forense fu condizionato dalla situazione urbanistica precedente: infatti la basilica non è esattamente perpendicolare all’asse maggiore della piazza, ma forma con quest’ultima un angolo ottuso, come del resto fa la piazza stessa in rapporto agli isolati adiacenti. Gli spazi che si erano venuti così a creare tra gli edifici divergenti furono colmati con file di botteghe dalla pianta via via decrescente, in modo da mascherare le diverse orientazioni con grande abilità.
Secondo alcune ipotesi, l’area forense doveva essere raddoppiata mediante un’altra piazza, che si sarebbe aperta dall’altra parte della basilica, ma il progetto non fu portato a compimento. Lungo l’asse costituito dal corso dell’Uadi Lebdah fu inoltre predisposta una grande strada colonnata, che partiva dal porto in direzione sud e, dopo aver costeggiato il foro Severiano, subiva una deviazione in corrispondenza delle terme di Adriano, dove si apriva in una piazza irregolare, ornata da un magnifico ninfeo.
La ricchezza dell’epoca è attestata inoltre dalla decorazione delle abitazioni private, per quanto meno conosciute degli edifici pubblici. Mosaici come quelli rinvenuti nella cosiddetta casa di Orfeo e nella villa del Nilo testimoniano comunque in maniera efficace il lusso di certi impianti residenziali.



Nynphaeum, I-II sec. d.C.
Mercato, particolare dell'arco, I-II sec. d.C.
Mercato, I-II sec. d.C.
Mercato, I-II sec. d.C.
Ara, I sec. d.C.

2 commenti:

  1. giuliano.martinelli@​rocketmail.com11 maggio 2012 alle ore 13:49

    Bellissima, complimenti all'autore.

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  2. costantinofrontera@gmail.com18 luglio 2012 alle ore 14:01

    Adesso è Baalbek, l'antica Heliopolis a rischiare di essere cancellata a causa della stupidità che spinge gli uomini alla guerra

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